Il trattamento protesico del paziente neo amputato di arto inferiore

Dal post-operatorio al ritorno a casa.

Il grave trauma conseguente ad un’amputazione, per la molteplicità delle problematiche in gioco, può essere superato in maniera efficace solo se, nei confronti del paziente, si predispone un progetto riabilitativo personalizzato, definito in collaborazione con le specifiche professionalità che parteciperanno al percorso del paziente.
Dopo l’operazione chirurgica di amputazione dell’arto inferiore, sia essa di tipo transtibiale che di tipo transfemorale, è di fondamentale importanza evitare l’insorgere di molteplici complicanze (aumento dell’edema, rischio di infezioni, traumi e contratture) e ricorrere nel più breve tempo possibile ad un’adeguata riabilitazione e ad una pronta protesizzazione.
Allo stato attuale, non esiste un percorso integrato tra la struttura che effettua l’intervento chirurgico, quella deputata alla riabilitazione e il centro che realizzerà la protesi, con le conseguenti e inevitabili ripercussioni negative sui tempi di recupero e sul successivo reintegro socio-familiare del paziente amputato di arto inferiore.
Il progetto qui presentato, ideato e promosso da Reha Group / Centro Ortopedico 2000, nasce proprio da questa consapevolezza, con la ferma volontà di integrare le varie strutture coinvolte nel trattamento del paziente amputato, nel rispetto e nell’osservanza delle seguenti finalità:
1. agire con tempestività, effettuando un intervento chirurgico che tenga conto delle successive necessità di protesizzazione e di rieducazione funzionale;
2. conferire al paziente la possibilità di recuperare il prima possibile la stazione eretta;
3. curare il moncone e renderlo adatto alla protesizzazione;
4. realizzare la protesi provvisoria il prima possibile;
5. Addestrare il paziente all’uso della protesi per ritrovare le abilità perdute sfruttando al meglio quelle residue, al fine di un pronto ed efficace reinserimento nell’ambiente familiare e nel contesto sociale.
Una rete integrata di interventi, quindi, che si pone l’obiettivo di superare le “distanze”, condividendo un comune progetto sul paziente e garantendo la necessità e il diritto di ciascuna persona amputata a condurre una vita normale.
L’intero percorso-trattamento ha una durata di 22 giorni o poco più (in relazione al tipo di amputazione, all’età del paziente, alla sua velocità di recupero) e può essere suddiviso in:
1. prima fase: post-operatoria;
2. seconda fase: pre-protesica;
3. terza fase: protesica.

DIVISIONE ORTOPEDIA - PROTESI
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